Scorci di vita paesana

10-07-08

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Scorci di vita Paesana

 

Siamo nel 1961, a Campiglia, la corriera solo da pochi mesi arriva e riparte direttamente dalla piazza del paese. I Campigliesi finalmente non devono più fare quella "scarpinata" per recarsi a piedi al "giro del Gherin", cosa che normalmente fanno dal 1957, anno in cui finalmente il paese può dirsi "quasi" servito da regolare mezzo pubblico, da e per, La Spezia.
I paesani: lavoratori, studenti, contadini, tutti, per anni, si può dire da secoli, per raggiungere laggiù in basso, la civiltà più evoluta, obbligatoriamente, fino a quella data, avevano dovuto loro malgrado diventare dei gran camminatori (invero non si può di certo dire che fossero mai stati dei sedentari…) dato che il transito per la carrozzabile, esistente dal 1915, era consentito solo a mezzi muniti di autorizzazione dei militari, in quanto la strada suddetta era gravata da servitù militare: scopo principale della strada era quello di raggiungere la batteria di "Costa Rossa" o "Cascino" , che si trova a quota più bassa del paese. Le corse da e per Campiglia con capolinea alla Spezia, erano cinque, distribuite nell’arco della giornata. Il buon "Capea" al secolo Carlo Sturlese, sul giornalino di Campiglia, periodico prodotto localmente e distribuito ai paesani, così a quel tempo, scriveva:

Sono le 6,50.

"Un attimo, un attimo per favore, sta arrivando lui".

Così generalmente, viene accolto l’ultimo arrivato alla corriera.

Lui sale in fretta, e la corriera parte, tra le risatine ironiche di alcuni e brontolii di altri preoccupati per il ritardo.

Qui, nella prima corriera, si ritrovano tutti i mattinieri: c’è, come al solito, chi ha voglia di scherzare, chi (forse per darsi un contegno) vuol mantenersi serio a tutti i costi, e chi …vuol convincersi di non essere più a letto; a tal scopo si da un gran daffare ad aprire finestrini e mettendovi fuori la testa respira, a grandi boccate, aria fresca.
L’apertura mattiniera dei finestrini provoca naturalmente negli altri passeggeri (che sono ben certi di essere svegli) un grande disappunto, e suscita una ridda di commenti non piacevoli.

Così tra uno scherzo, un discorso serio, un dispetto, la "corrierina" arriva in città e i nostri simpatici amici si dirigono tutti verso il proprio lavoro.

Sono le 8.

L’ultimo arrivato della corriera delle 8 viene accolto in modo analogo a quello delle 6,50. In questa seconda corsa, ci si ritrova la gente pacifica, più o meno intellettuale che un paese come Campiglia può offrire.

I discorsi, sempre d’attualità, sono: lo spettacolo televisivo della serata precedente, dell’ultimo successo cinematografico visto, quando non si parla però "de fasse da netesae" .

Naturalmente da questa conversazione si astengono gli studenti i quali cercano ostinatamente e tutte le mattine di imporci (forse per impressionarci) lezioni di stenografia, e ne parlano come se l’avessero inventata loro.

Quando vien la sera….

Molti operai stanchi attendono la corriera. Già, perché la corriera delle 17,50 è riservata a quel tipo di operai i quali si sentono in dovere di raccontare quello che…hanno fatto, complimentandosi a vicenda.

Mentre quella delle 19,10 è riservata di diritto a operai da straordinario… e ad altri che vogliono a tutti i costi provare quale effetto faccia il fumo delle loro "Nazionali": mentre si è su quattro ruote, malgrado gli sforzi dei bigliettai che cercano di impedire che ciò avvenga.

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Ultimo aggiornamento: 25-09-05